Metodologia del Per-Corso per “Coordinatore di sviluppo turistico esperienziale”

Il per-corso di formazione è impostato sull’integrazione di due importanti modelli di apprendimento degli adulti per condividere un “codice di comunicazione” e una comune metodologia didattica:

  • lo stile di apprendimento esperienziale (David A. Kolb)
  • la teoria unitaria dell’apprendimento ed educazione degli adulti (Malcom Knowles)

Il per-corso è un “Laboratorio di Marketing Territoriale e di Turismo Esperienziale” che si prefigge come primo obiettivo di creare un “GMT” (acronimo di “Gruppo di Marketing Territoriale”) secondo un vero e proprio “format” che sarà presentato e condiviso con i partecipanti. L’approccio metodologico adottato è infatti di tipo “partecipativo”.

Il metodo “partecipativo” si basa sul ruolo attivo e di responsabilità di ciascun partecipante, che si impegna fornendo un contributo di idee, frutto del proprio patrimonio di esperienze e della rielaborazione consapevole che ne viene fatta (è il “patrimonio intellettuale” di una comunità territoriale che diventa il vero valore aggiunto).
 


Andrea Succi guida il primo per-corso per coordinatore di sviluppo di turismo esperienziale in Romagna

Laboratorio di Marketing Territoriale e di Turismo Esperienziale guidato da Andrea Succi

Di ispirazione è un aforisma di Confucio (500 a.C.):
“Sento e dimentico, vedo e ricordo, faccio e capisco”

 
Il “laboratorio” suggerisce l’idea di “laboriosità” e quindi di coinvolgimento da parte di tutti coloro che ne fanno parte, per condividere idee pro-positive e relazioni sul territorio che possano trasformarsi in concrete opportunità di lavoro per i componenti del GMT. Pertanto il facilitatore invita i componenti del gruppo ad approfondire la reciproca conoscenza e questo potrà avvenire anche (e ben venga!) al di fuori delle giornate di laboratorio comune, attraverso un contatto diretto che sia generativo di una community.

Il metodo formativo che caratterizza questo per-corso laboratoriale è di tipo andragogico, in base al quale è centrale la considerazione degli adulti come soggetti in apprendimento, con specifiche prospettive individuali. Il modello andragogico è un modello processuale che si discosta dai modelli tradizionali centrati sui contenuti. I partecipanti sono coinvolti in tutte le fasi del processo, a cominciare dalla stesura degli obiettivi. Si tratta quindi di una formazione rivolta all’individuo in rapporto con il suo lavoro, ma anche all’individuo che ha una propria storia e delle proprie idee. Nel modello andragogico, il docente viene considerato facilitatore, consulente, agente di cambiamento e favorisce lo sviluppo di capacità di apprendimento autodiretto e di acquisizione di competenze.

principi pedagogia andragogia

Nell’ambito di questo approccio metodologico, il facilitatore illustra la “direzione di senso” del lavoro laboratoriale secondo il “ciclo d’apprendimento esperienziale” di David Kolb.

Ciclo d’apprendimento esperienziale” di David Kolb applicato da Andrea Succi

Pertanto l’obiettivo condiviso è che i contenuti trasmessi e fatti emergere siano utili all’esperienza quotidiana di ciascun partecipante, al quale la messa in pratica fornirà successivi elementi di rielaborazione per un apprendimento continuo e di significato (pertanto motivante!). L’approccio partecipativo si basa sul principio di “primus inter pares” nel rispetto delle rispettive competenze e ruoli, superando così un modello di relazione di tipo gerarchico tra “docente” e “allievo”.

Pertanto nei confronti dei partecipanti il facilitatore ricopre il ruolo di:

  • facilitatore d’apprendimento (“per dare forma concettuale alle idee, esperienze e conoscenze che sono dentro di voi”);
  • consulente/formatore (“per aggiungere elementi cognitivi al vostro sapere”);
  • coach (“per potenziare la conoscenza e la consapevolezza del vostro ruolo”).

Da qui puoi scaricare in formato pdf il contenuto della pagina:  Laboratorio di Marketing territoriale e Turismo Esperienziale