Progetto PRISMA a Sadurano: la fattoria sociale

Il termine “Agricoltura sociale” non ha alcun riferimento normativo/giuridico nel nostro Paese. Indica in senso ampio tutte quelle esperienze che coniugano agricoltura ed utilità sociale, nelle quali le risorse dell’azienda agricola sono impiegate non solo per la produzione di beni alimentari, ma anche per fornire servizi rivolti a migliorare la qualità della vita delle persone (con particolare riguardo alle fasce deboli della popolazione e/o a rischio di marginalizzazione) e della collettività. L’agricoltura sociale è innovazione, e più esattamente si definisce retroinnovazione derivata dalla necessità di adattare tradizioni e modalità appartenenti da sempre al mondo rurale, ai bisogni odierni della società.

E’ un’azione corale (non si attua da soli), genera la formazione di reti “meticce” nel rispetto dei ruoli e delle diverse professionalità coinvolte, è spontaneità e non improvvisazione. Da’ spazio ai giovani e alle donne ed introduce nuove parole, nuovi modelli e chiavi di lettura, creando percorsi che faticano ad essere letti con schemi vecchi. La condizione e, al contempo il presupposto è di mettersi tutti in discussione per generare VALORE sociale.

L’impresa agricola diventa luogo di relazioni e costruzione di dialogo. Il Ben-essere dipende in buona parte dalle relazioni, dalla loro qualità e dai beni relazionali. L’uomo è nella relazione. Lo star bene non è un dato di natura, ma la conseguenza del modo in cui gli uomini vivono nella società progettando la loro convivenza per la costruzione di mondi possibili e condivisi. L’uomo a differenza dell’animale, deve produrre la società in cui vive, non può assumerla come una dato di natura.