Monti Dauni – Puglia, seconda tappa di “Territori e Italianità On Air”

Le conversazioni di “Territori e Italianità On Air”, dedicate a “La cultura dell’ospitalità nelle aree interne”, si arricchiscono di sempre nuove tappe. A maggio 2023 erano ospiti di Bovino.

Un’accoglienza davvero toccante, quella vissuta in questa parte della Puglia dove le relazioni sono ancora importanti. Dove, prima di pensare al turismo, occorre lavorare partendo dalle persone che vogliono il bene del proprio paese e chiedono strumenti, metodologie, una formazione funzionale affinché l’ospitalità non sia lasciata al libero istinto individuale. Dove Sindaco e Assessori ci credono. È qui che si è svolta la seconda tappa del format On Air 2023 di Territori e Italianità. Si tratta di dialoghi a carattere regionale e cadenza mensile, con argomento la cultura dell’ospitalità nelle aree interne. Dopo il primo evento dedicato alle Marche, sono stato personalmente accolto nel comune di Bovino (FG), che ha ospitato una parte dei relatori dell’incontro, intervenuti sia dal vivo, sia in collegamento su Zoom.

Aree interne, creare una destinazione con il CTT™

L’approccio metodologico, presentato in quest’occasione per creare una destinazione turistica, si basa sull’individuazione di figure locali che io ho definito Coordinatori Turistici Territoriali™ (CTT™). Lo è, ad esempio, Agostino Arpino, un professionista “trapiantato” sui pendii dei Monti Dauni dalla piana barese per immergersi nella vita delle comunità locali, in questo “pezzo” di Puglia dove dieci comuni hanno scelto di unirsi, capendo che la cooperazione è la via maestra per produrre impatti concreti e destinati a durare nel tempo.

Realtà territoriali disarticolate e degradate, comunità locali poco coese e conflittuali non potranno più immaginarsi attraenti (prima) e attrattive (poi) nel prossimo futuro. Faranno la differenza le comunità che intendono preservare la ricchezza culturale, l’identità e le tradizioni locali. Si tratta esattamente di quel patrimonio immateriale che vede, ad esempio, una crescita di interesse nei turisti alla ricerca delle proprie origini (come ben dichiara nel corso della Conversazione Letizia Sinisi, esperta del settore, ospite dell’incontro).

Occorre lavorare a partire dalle aree interne per diffondere una cultura dell’ospitalità che persegua, innanzitutto, il miglioramento della qualità della vita dei residenti, se si vuole ridurre lo spopolamento e veder tornare ad aumentare la popolazione. La coesione (nel senso del cucire legami di comunità), il senso d’appartenenza e il lavoro (sostenuto da mirati interventi formativi, direttamente sul campo e non in “aula”) sono i presupposti che motivano a ripristinare anche i servizi essenziali – sanità, istruzione, mobilità – connotando comunità pronte ad accogliere i turisti, perché in quei luoghi si vive bene. E, in aggiunta, anche investire nella ristrutturazione di immobili (interessante, in questo senso, il progetto Case a 1 Euro di Maurizio Berti, partner di Territori e Italianità On Air per le Conversazioni).

Le aree interne come questione nazionale

Così, anche nei Monti Dauni, ho colto l’opportunità di spiegare agli amministratori incontrati che, prima di pensare alla promozione, occorre avere creato le condizioni culturali, i servizi e le proposte alle quali dare visibilità. In altre parole, è necessario creare i “prodotti”, cioè il modo in cui le risorse del territorio sono combinate tra loro in una maniera economicamente attraente. Ho anche ricordato che le persone sono la destinazione, in quanto meno imitabili e più distintive rispetto a un panorama mozzafiato o una specialità tipica. Caratteristiche, queste, che tanti paesi delle aree interne sono in grado di offrire.

Pertanto le aree interne devono essere oggi considerate una “questione nazionale”. La perdita del capitale sociale, la dispersione del “saper fare”, il basso grado di accessibilità ai beni di base, senza citare l’instabilità idrogeologica, chiedono una risposta da parte di amministratori (anche regionali), operatori economici e comunità locali. Solo sviluppando forme di cooperazione territoriale è possibile cambiare lo stato delle cose. Per riuscirci, occorre un approccio molto operativo che caratterizza il ruolo del Coordinatore Turistico Territoriale™.

Proprio gli incontri organizzati nel format di Territori e Italianità On Air si propongono come strumento di facilitazione per la creazione di questi momenti d’incontro e conoscenza, condivisione di informazioni e competenze, attivazione dell’operatività, applicando forme di affiancamento attivo e passivo, tipiche del temporary management, grazie alla community di professionisti presenti in Territori e Italianità.

Perché anche Territori e Italianità è l’energia del fare per pensare.

 


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Andrea Succi