Diventa Coordinatore Turistico Territoriale™

Occorre una figura di coordinamento che sappia organizzare e gestire le grandi opportunità di eccellenza dei territori, a partire dalle aree interne

La figura di Coordinatore/Coordinatrice Turistico Territoriale – CTT™ – rappresenta una preziosa “cerniera” fra gli amministratori e la comunità locale ed è un valore aggiunto per i tour operator e le agenzie viaggi nel rapporto con i clienti, una volta arrivati a destinazione. È la nuova frontiera dei professionisti della “cultura dell’ospitalità”, che non coincide con il turismo, ma ne è il presupposto.

Non si diventa automaticamente CTT™ al termine di un “corso di formazione”, ma è necessario aver dimostrato capacità d’azione e, soprattutto, valori agiti con i propri comportamenti.

«È l’energia positiva delle azioni che sta nel fare per pensare», il principio-guida di Territori e Italianità (un ecosistema di professionisti che mettono a disposizione le proprie competenze per potenziare, in modo collaborativo, le opportunità di lavoro nei luoghi di appartenenza) si sposa benissimo con l’approccio che deve caratterizzare un CTT™.


Il CTT™ coniuga un approccio privatistico con un “interesse pubblico” a sostegno di un bene comune [1]


Al termine della formazione sul campo, il CTT™ si ritroverà il lavoro ben avviato e sarà in grado di consolidare e far crescere in qualità il “suo” GMT™ (acronimo di Gruppo di Marketing Territoriale).

Il Modello GMT™ si basa sull’attivazione di una rete collaborativa di professionisti e partner locali, che mettono in campo capacità e competenze, gestite in modo integrato, per attivare e coordinare un gruppo informale di operatori turistici, produttori agroalimentari, artigiani, imprese del territorio, eccellenze scelte per comporre programmi di esperienze turistiche che siano espressione del genius loci e della cultura identitaria di una comunità locale.

Si tratta di una riproposizione del modello geometrico dei frattali, che si ripete nella sua forma allo stesso modo su scale diverse, secondo il principio dell’autosimilitudine.

L’Ecosistema dei Coordinatori Turistici Territoriali™ è presente nelle regioni italiane e in Patagonia (Argentina)


Attualmente, la figura di Coordinatore/Coordinatrice Turistico Territoriale™ è presente in dieci regioni italiane e in Argentina (nella regione della Patagonia) e, se lo richiede, può contare sul supporto di un team di professionisti dell’ecosistema di Territori e Italianità, in grado di offrire consulenza e continuità alle azioni intraprese.

 CONTATTA I CTT PER CONOSCERLI MEGLIO

Il CTT™ è formato sul campo, per favorire l’apprendimento operativo di compiti che svolgerà poi autonomamente applicando il Modello operativo GMT™, attraverso l’affiancamento attivo-passivo di un destination temporary manager (singolo o, se necessario, in team).

Attraverso un intervento di temporary management, le comunità locali possono quindi dotarsi delle competenze professionali necessarie allo sviluppo turistico del proprio territorio, la cui mancanza rappresenta spesso la principale criticità per buona parte dei piccoli comuni italiani.

I compiti dei CTT™ sono articolati e significativi:
♦︎ lo scouting di operatori del territorio (strutture ricettive – artigiani – produttori – fornitori di servizi) interessati a divenire parte della filiera turistica locale
♦︎ la creazione di piani d’azione di marketing dell’ospitalità che prevedano come output la creazione di un catalogo di prodotti turistici strutturati
♦︎ la ricerca e  sviluppo di canali commerciali, diretti e indiretti, per la vendita di prodotti turistici strutturati
♦︎ la raccolta e gestione dei fabbisogni formativi del territorio, sia degli operatori turistici coinvolti, sia degli amministratori locali
♦︎ la gestione on site dei clienti durante la loro permanenza

Modello GMT™ di Destination Temporary Management
© 2015  Andrea Succi All rights reserved

[1] Per il concetto di bene comune, si fa qui riferimento alla “governance dei commons”, la teoria che è valsa, nel 2009, il premio Nobel per l’economia a Elinor Ostrom. Dopo diversi anni di studi e ricerche, la Ostrom si pose il problema fondamentale di come un gruppo di soggetti, nel suo testo definiti principals, interdipendenti tra di loro, potessero autoorganizzarsi e autogovernarsi al fine di ottenere benefici collettivi di lungo periodo, superando la tentazione di comportamenti free-riding e, più in generale, di tipo opportunistico. Conducendo studi sul campo su come le persone nelle piccole comunità locali gestiscono le risorse naturali condivise, come pascoli, acque di pesca e foreste, Ostrom dimostrò che, quando le risorse naturali sono utilizzate congiuntamente dai loro utenti, nel tempo vengono stabilite regole per il modo in cui devono essere curate e sfruttate in modo economicamente ed ecologicamente sostenibile.


“Fare Cultura dell’Ospitalità significa contrastare la frammentazione e facilitare forme di cooperazione inter-territoriale, un cambiamento culturale che passa solo attraverso un approccio partecipativo”
Andrea Succi

Gli operatori del territorio sono i veri “formaττori” della figura innovativa del Coordinatore Turistico Territoriale™.

Il per-corso, realizzato per la prima volta in Romagna nel 2017, è stato strutturato in 6 tappe, coinvolgendo 35 testimonianze del settore privato e pubblico. I testimoni hanno raccontano “semplicemente” la loro storia, vera espressione del “genius loci” di un distretto territoriale.
Gli operatori, con la loro attività di eccellenza, rappresentano il territorio che “non ti aspetti”, da proporre agli ospiti, ma anche a chi ci vive, facendolo sentire… “turista a casa propria”!